Curiosità e aneddoti sugli spettacoli della tradizione e sui burattini famosi.

Forse alcune cose risulteranno scontate, altre meno. Io mi son divertita a scrivere, spero altrettanto sia per voi a leggere.
Linda 

 

La marionetta veniva utilizzata come oggetto religioso nei riti di fertilità di Osiride, in Egitto, o di Dioniso, in Grecia. La testimonianza più antica, che parla delle marionette come di uno spettacolo per il tornaconto del marionettista, si trova nel Simposio di Senofonte. Il primo fantoccio animato rinvenuto, è stato trovato nella tomba di una bambina etrusca, nella quale come da tradizione erano stati riposti insieme alla piccola defunta tutti i suoi oggetti personali, tra cui questa specie di marionettina con le braccia snodate. Pare che tutte le bambine di quell’epoca avessero una bambolina del genere che le accompagnava dalla nascita fino al primo ciclo mestruale, momento in cui venivano sacrificate (le bamboline, non le ex-infanti) in un braciere nel tempio della Dea dell’epoca, a simboleggiare proprio il passaggio tra l’infanzia e la maturità.  

 

I
l nome di Arlecchino pare derivi da una radice di origine germanica: Hölle König (re dell'inferno), traslato in Helleking, poi in Harlequin , con chiara derivazione infernale.  In Francia Harlequin è il capo della  masnada dei diavoli. Tracce di queste sue origini demoniache Arlecchino le porta presentando sopra un occhio un bozzo (spesso di colore rosso): non è altro che il resto di un corno perso dal diavolo nel suo aspetto più umanizzato.

 

Il vestito di Pulcinella è tradizionalmente ricavato da un lenzuolo bianco, come simbolo del letto, luogo in cui si nasce e si muore, principio e fine della vita.

 

 

 

I teatrini tradizionali da guarattelle non hanno sipario. L'apertura del sipario consiste nel balletto iniziale tra Pulcinella e Teresina.  Hanno invece dei fori, dissimulati tra le pieghe e i decori delle tende, che permettono al burattinaio di vedere il pubblico, e quindi di far parlare i burattini con la gente in maniera molto diretta ('hei tu seduto in prima fila con la maglietta rossa.....') 

 

 

Negli spettacoli tradizionali di guarattelle la componente “magica” è preponderante, è tutto molto simbolico e rituale: Pulcinella è la Voglia di Vivere che è più forte di qualsiasi male del mondo. Esprime tutta la potenza di questa Voglia di Vivere assumendo lui stesso la capacità di procreare, avendo contemporaneamente caratteristiche maschili e femminili, resta incinto e partorisce un uovo da cui nascono tanti pulcinellini.
E’ di per sé un simbolo fallico, in apertura di spettacolo sempre balla con Teresina, a simboleggiare il seme della vita che feconda la terra (come negli antichi rituali pagani in cui ci si ingraziava la primavera). 
Ha un forte legame con la Morte, che simboleggia il passaggio e la rigenerazione. Si confronta con tutti i lati dell’animo umano (Teresina=Amore, Guappo=prepotenza, cattiveria, Cane=imprevisto, Diavolo=coscienza, Morte=passaggio, rapporto con l’aldilà, Prete=religione, pentimento, Gendarme=l’istituzione, Boia= giustizia).
Fondamentale in questo tipo di spettacoli è la ritmica, data principalmente dalla pivetta (vedi prossima nota) che costringe il burattinaio a respirare in un certo modo, e dalle bastonate. Dopotutto, Pulcinella è figlio della tarantella!


I guarattellari tradizionali utilizzano la pivetta, una piccola ancia che si tiene in fondo al palato, per dare la caratteristica voce a Pulcinella. L’uso di questo strumento pare derivi  da antiche pratiche sciamaniche, in cui gli stregoni se ne servivano per modificare la propria voce e parlare con gli spiriti. E' uno strumento che comporta un certo rischio, se ingoiato potrebbe causare soffocamento o lacerare le corde vocali. Si dice tra i burattinai che nessun guarattellaro è un vero Guarattellaro se non ha ingoiato almeno tre volte la propria pivetta.

 
La pivetta non si trova in nessun negozio. Ogni guarattellaro si costruisce le proprie da sè, e nessun maestro insegna agli allievi come si costruisce nè mostra mai a nessuno la propria (sarà questo il 'segreto di Pulcinella'?). L'unico modo che un allievo ha per imparare, è riuscire a sottrarre quella del proprio maestro e tentare di copiarla finchè non gli riesce di costruirne una che funzioni (meno facile di quanto sembri). Per questo motivo si dice che questa tradizioni si tramandi solo tra ladri.

 

L’etimologia del termine marionetta si fa risalire ad un fatto storico: nel 944 i veneziani riuscirono a riportare a casa un gruppo di ragazze che erano state rapite dai pirati. L’evento era celebrato ogni anno a Venezia con La festa delle Marie, nella quale era fornita la dote a dodici fanciulle povere e veniva organizzata una sfilata di un gruppo di figure lignee meccaniche femminili con arti mobili dette marione; per l’occasione venivano vendute dai mercanti delle piccole riproduzioni di queste figure: le marionette.  

 

E per finire, la più scontata di tutte ma anche quella che forse mi sta più a cuore: anche se Pinocchio è chiamato in tutto il libro 'burattino', in realtà è una marionetta.

 

 

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